Nelle altre storie che abbiamo scritto arriva sempre il punto in cui bisogna dire: l'anno non si può stabilire. Con Longines si può. L'azienda tiene i registri di produzione dal 1867 e, su richiesta, cerca il vostro orologio a partire dal numero di serie del movimento. Il motivo è semplice: Longines non è una casa di moda con una linea di orologi, è una fabbrica di orologi, nata nel 1832 a Saint-Imier. Questo cambia quasi tutto — ma non tutto, e la parte che cambia meno è del 1983.

Auguste Agassiz comincia nel 1832 a Saint-Imier, nel Giura svizzero, con un'attività di commercio di orologi. Il sistema dell'epoca si chiamava établissage: gli orologiai lavoravano in casa propria, ciascuno su un pezzo, e consegnavano al banco di commercio che assemblava e vendeva. Non esisteva una fabbrica, esisteva una rete.
Il nipote di Agassiz, Ernest Francillon, fece la cosa che all'epoca non faceva quasi nessuno: riunire tutte le lavorazioni in un solo edificio, con i pezzi prodotti in casa. Comprò un terreno sulla riva destra della Suze, in una località chiamata Es Longines — in dialetto, i prati lunghi. Da lì viene il nome della marca.
Sulla data le fonti non vanno d'accordo: alcune mettono l'acquisto del terreno nel 1866 e la fabbrica nel 1867, altre danno direttamente il 1867. Il museo della maison indica il 1867, ed è la data che usiamo.
Da quell'anno Longines produce i propri calibri. È la differenza che conta per tutto il resto di questa storia: dove le case di moda compravano o affittavano, qui si costruiva.

Il marchio — una clessidra con le ali — è usato sui prodotti della fabbrica fin dai primi anni. La registrazione del logo è del 1889; qualche fonte riporta il 1880 per il nome. Si legge spesso che sia il più antico marchio registrato ancora in uso senza modifiche: la formulazione cambia da fonte a fonte, e noi la riportiamo per quello che è, un primato rivendicato e non una misura.


Longines conserva i registri di produzione dal 1867 e offre due servizi diversi, che vale la pena non confondere.
Il primo è l'Extract from the Archives: la maison cerca il numero di serie e rilascia su carta intestata quello che risulta dai registri, di solito la data di fatturazione e il distributore a cui l'orologio fu consegnato. Attenzione a che cosa non è: Longines scrive esplicitamente che l'estratto non certifica l'autenticità dell'orologio né di alcuna sua parte. E la data di fattura non è la data di vendita al cliente: fra le due possono passare mesi.
Il secondo è il Certificate of Authenticity, e lì l'orologio va spedito: lo esaminano i loro orologiai. I tempi indicati sono nell'ordine dei tre mesi, spedizione esclusa. Prezzi e tempi li danno diversi, a seconda di dove si legge, quindi l'unico posto da guardare è la pagina ufficiale della maison.
Un dettaglio pratico: il numero di serie è numerico, da cinque a otto cifre, e spesso non è sul fondello ma sul movimento. In quel caso la cassa va aperta, ed è un lavoro da orologiaio.


L'elenco si aggiorna da solo e mostra solo gli esemplari disponibili in questo momento.
Negli anni Settanta l'orologeria svizzera fu travolta dal quarzo giapponese. I due grandi gruppi del paese — ASUAG, nato nel 1931 con le banche svizzere e con Longines fra i soci, e SSIH, nato nel 1930 da Omega e Tissot — arrivarono entrambi al collasso. Nel 1983 vennero fusi, sotto la direzione di Nicolas Hayek; da quella fusione nasce il gruppo che oggi si chiama Swatch Group.
Longines fa parte di quel gruppo dal 1983 e da allora non sviluppa né produce movimenti propri: i calibri al quarzo che si trovano negli orologi degli anni Novanta vengono da ETA, che sta nello stesso gruppo. Nella divisione dei ruoli degli anni Novanta, Omega fu posizionata in alto e Longines in una fascia meno cara.
Lo diciamo perché cambia il senso della parola «manifattura» a seconda dell'epoca dell'orologio che avete in mano. Un Longines a carica manuale degli anni Settanta e un quarzo degli anni Novanta portano lo stesso nome e non sono la stessa cosa. Nessuno dei due è peggiore: sono due oggetti diversi, e il prezzo lo riflette.





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Quasi sempre sì. Serve il numero di serie del movimento, da cinque a otto cifre; Longines cerca nei registri, che partono dal 1867, e rilascia un Extract from the Archives con quello che risulta. Se il numero è sul movimento e non sul fondello, la cassa va aperta da un orologiaio.
No, e lo scrive Longines stessa: l'estratto riporta che cosa risulta dai registri e non certifica l'autenticità dell'orologio né di alcuna sua parte. Per un esame vero esiste il Certificate of Authenticity, che richiede di spedire l'orologio e tempi nell'ordine dei tre mesi.
Li ha fabbricati, dal 1867 in poi. Dal 1983 fa parte del gruppo nato dalla fusione fra ASUAG e SSIH, oggi Swatch Group, e da allora non sviluppa né produce movimenti propri: i calibri al quarzo vengono da ETA, che sta nello stesso gruppo.
Nel nostro catalogo il prezzo mediano di un Longines è 570 euro contro 330 di un Gucci. La differenza non è il nome: è che qui il movimento lo ha fatto la stessa azienda che firma il quadrante, e che l'anno si può verificare. A parità di marca, però, contano prima lo stato di conservazione e il corredo.